don Giuseppe Perego (1906-1907)

La sua presenza in S. Michele fu di brevissima durata.

Rimase alla guida dell'oratorio maschile come primo coadiutore per meno di un anno.

Di lui si ricorda la grande pazienza d'animo nell'accudire i suoi fanciulli.

don Giovanni Bocca (1907-1915)

Sin dal suo ingresso in Parrocchia, si mise con grande slancio al lavoro di organizzazione dei giovani e degli uomini,riuscendo in breve ad accaparrarsene l'affetto che gli permise di fare di essi dei cristiani ferventi.

Sotto la sua guida amorosa, ma ferma, il Circolo di San Michele, che era stato fondato dal suo predecessore, ebbe una fioritura meravigliosa e diventò il centro propulsore di tutte le iniziative di azione religiosa sociale.

Assiduo come pochi nell'assistenza all'organizzazione affidatagli,ogni sera era il primo ad entrare nella sede e l'ultimo ad abbandonarla.

Così ebbero vita i corsi di conferenze, le recite della compagnia drammatica, l'orchestrina.

La sua casa, anche per le cure della buona sorella, era aperta a tutte le ore della giornata per chi avesse voluto trascorrere del tempo con lui.

A lui in gran parte si deve la costruzione del Salone - Teatro di via Goito, del portico e della palestra.

Fornito di un tatto squisito, seppe convogliare la generosità dei buoni verso le necessità della Parrocchia.

I suoi meriti, veramente insigni, lo segnalarono all'autorità ecclesiastica superiore che ce lo toglieva per darlo come Pastore della Parrocchia di Cinisello dove moriva, vittima della spagnuola, ma più ancora del suo zelo nel 1919

don Giovanni Bandera (1915-1921)

Giovane e pieno di ardore egli iniziò la sua carriera sacerdotale come Assistente dell'oratorio Maschile e dell'Unione Giovani.

Innamorato della musica e buon cantore, fin dal suo arrivo nel 1913 fondò in Parrocchia una Schola Cantorum che sotto la sua guida diede esecuzione ammirate che aggiunsero splendore alle sacre funzioni.

Divenuto assistente del Circolo S. Michele, proseguì l'opera del suo predecessore con tutte le sue forze; ne abbellì la sede, ne favorì le iniziative culturali e di onesto divertimento, lo guidò nei momenti difficili del dopo guerra.

E come se il campo delle sue fatiche fosse troppo ristretto, egli si occupava anche dei fedeli della Cascina di Poveri a cui ogni domenica impartiva l'istruzione religiosa.

La Cooperativa Agricola lo ebbe tra i suoi promotori e fondatori.

don Cipriano Orsenigo (1921-1928)

La Parrocchia ha trovato in lui un buon papà per i suoi fanciulli oltre che un organista valente e un pio e zelante sacerdote che la popolazione apprezza nel suo giusto valore.

don Mario Belloli (1921-1928)

Don Mario Belloli

(1928 - 1948)

Se lo vedi in mezzo ai suoi figlioli dell'oratorio ti par proprio che viva nel suo ambiente naturale, per quella semplice giovialità ed entusiasmo che lo fanno tanto amare dai suoi giovani, per i quali indifferentemente lavora e si sacrifica.

Negli anni difficili della seconda guerra mondiale e nel diffondersi del fascismo, l'oratorio San Filippo diviene presto un luogo dove abitualmente avvengono riunioni clandestine.

Il contributo di don Mario è ingente: egli infatti ospita molti capi partigiani di passaggio a Busto Arsizio nei locali dell'oratorio e la sua casa è sempre aperta ad ogni ora del giorno e della notte.

Sacerdote di grande umanità, egli è sempre vicino ai suoi giovani, anche quando essi partono per il fronte: molti ricordano le ore passate al tavolino per mantenere rapporti epistolari con i suoi ragazzi.

Don Mario è aiutato da una perpetua la "zia Rosa", donna molto generosa nell'assistere i partigiani ospitati. I documenti riservati li custodisce lei, e soltanto dopo la Liberazione rivela il loro nascondiglio: un buco fatto sotto terra, proprio di fronte alla porta di casa, sopra il quale mette la pattumiera delle immondizie.

Così anche se la terra viene smossa spesso, non si destano sospetti.

don Romano Cesana (1948-1960)

Appassionato cultore e lettore di libri, si applicò a vari sport, anche i più spericolati; conseguì inoltre il brevetto di pilota di aerei.

Chi veniva avvicinato da quel giovane e magro sacerdote  restava colpito dalla sua comunicativa sorridente.

Il grande oratorio bustese aveva in lui un vero trascinatore, instancabile e pieno di iniziative.

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