Un episodio racconta di una nobildonna che andava spesso alla Messa celebrata da San Filippo Neri.

Dopo aver preso la Comunione, ella se ne andava mancando di fare un adeguato ringraziamento. La cosa si verificava spesso. Un giorno, prima di iniziare la celebrazione della Messa, san Filippo disse a due chierichetti: “Ad un mio cenno seguite con le candele accese una donna che io vi indicherò”. Iniziò la Messa, dopo la Comunione, la solita nobildonna, ricevuta l’ostia, lasciò la Chiesa. San Filippo fece cenno ai due chierichetti e questi obbedirono all’ istante.

I due fanciulli, con due grosse candele accese, seguivano la donna. Questa ovviamente si girò e chiese loro il perché. I fanciulli dissero la verità e la donna, visibilmente innervosita, tornò in chiesa per chiedere spiegazioni al sacerdote. “Come vi siete permesso?” disse a san Filippo, ma questi di rimando: “Signora, mi sono permesso perché stava portando la Santissima Eucaristia in processione per le strade di Roma. Lo sa o non lo sa che ogni qualvolta riceviamo Gesù Sacramentato diventiamo per un po’ di tempo dei tabernacoli viventi?”. La nobildonna capì tutto e non osò replicare.

La nobildonna

Gli aneddoti

lo schiaffo

Per la salvezza delle loro anime e dei loro corpi, arrivava a mendicare per le strade e alle porte dei più sontuosi palazzi.

Si racconta che, un giorno, un signore, ritenendosi infastidito dalle sue richieste, gli diede un ceffone.

Filippo non si scompose: “Questo è per me " disse sorridendogli  e ve ne ringrazio.

Ora datemi qualcosa per i miei ragazzi”.

il paradiso

Il 16 marzo del 1583 il giovane aristocratico Paolo Massimo morì dopo una lunga malattia durante tutto l’inverno.

Il giovane era figlio del principe Fabrizio e di Lavinia de’ Rustici.

San Filippo, che frequentava la casa ed era amico di famiglia, fu

immediatamente avvertito.

Giunse a benedire la salma, ma era profondamente rammaricato per non aver potuto assistere il ragazzo al momento del trapasso.

Si mise allora a pregare accanto al corpo, poi chiamò il giovane e questi mosse dapprima le palpebre e poi si risvegliò. Il giovane disse di volersi confessare di un peccato che aveva dimenticato di accusare. San Filippo lo confessò.

Il giovane si mise a parlare, per circa mezz’ora, della madre e della sorella defunte.

La sua voce era ferma e chiara e il colorito roseo.

Ai presenti sembrava che il ragazzo non avesse patito alcuna sofferenza.

San Filippo gli chiese: ”Sei contento di morire?”.

Il giovane disse di sì, perché desiderava quanto prima raggiungere in Paradiso la madre e la sorella.

Allora il Santo, ponendo la mano sul capo del ragazzo, gli disse: ”Va’, che tu sia benedetto e prega Dio per me”.

Detto questo, il giovane Paolo morì nuovamente.

 

Oratorio

San filippo neri

Parrocchia

san Michele Arcangelo

 

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